Grazie Oscar

Thanks Oscar

"Bisogna avere dentro un progetto che ti ispira e qualcuno a cui dedicarlo."

“You need to have a personal project coming from your heart and someone to dedicate it to”

OSCAR

“L’amore del Team”

….ogni qualvolta aprivo la finestra e lo vedevo….provavo un sentimento che mi faceva sentir di esser come lui!

Un mattino di neve ho fermato l’auto per pulire la strada. In quel silenzio mi sentivo osservata, girando lo sguardo lo vidi…seduto poco distante, inaspettatamente calmo. La sua mole mi intimidì, mi guardava…il grigio del suo manto appoggiato al candore della neve lo rendeva irrealmente una creatura unica, come una star che ammiri solo da lontano e che stavolta si era concessa a me. Era li…..libero, provai a sussurrare il suo nome…Oscar!

Ha capito prima di me che lo stavo già amando e che lo avrei amato per sempre!

Da quel momento Oscar è vissuto con me regalandomi un’ intelligenza che mi ha stupita ogni giorno.

OSCAR

“Love for the Team”

…whenever I opened the window and would see him… I had a feeling that I was like him!

A snowy morning, I stopped the car to clean the road. In that silence I felt observed: turning my gaze, I saw him… sitting nearby, unexpectedly calm. His posture intimidated me, as he stared at me… the grey of his mantle leaning against the whiteness of the snow made him a surreal and unique creature, like a star you admire from a distance and that this time was giving itself up to me. He was there… free. I tried to whisper his name… Oscar!

He understood before I did that I was already loving him and that I would have loved him forever!

Since then, Oscar has lived with me, gifting me with an intelligence that has amazed me with every passing day.

Lo vedevo correre dietro i greggi di pecore, giocare con i bambini, fare da capobranco a Luna e Tobia, i suoi inseparabili amici, padrone della sua vita e della sua dignità. Si concedeva senza appartenere a nessuno.

Ma la sua libertà istintiva lo ha provocato, gli era difficile resisterle e lo ha strappato a me in un giorno di sole.

Non riuscivo a calmare il dolore fino a che un giorno, guidando, mi sembrò di averlo ancora accanto a me…e mi chiesi: perché non me ne faccio una ragione? La risposta è che lo avrei voluto per sempre, che avrei voluto continuamente un segnale della sua presenza…

E un giorno il segnale è arrivato! Rientrando a casa un messaggio in segreteria. Era la mia vicina che mi parla con voce emozionata: “Lorella, devi venire…Oscar con Luna…hanno sette cuccioli!!! Uno è uguale a lui!!!”

Mi precipito a vederli e tra i piccoli che correvano e giocavano uno solo era seduto, fermo a guardarmi come Oscar al nostro primo incontro.

Era la risposta al mio dolore, il suo piccolo sosia…ma questa è un’altra storia lunga sedici anni.

I would watch him run after the flocks of sheep, play with the kids, act as the pack leader for Luna and Tobia, his inseparable friends, the master of his life and his dignity. He would indulge others, without ever belonging to anyone.

But her instinctive freedom provoked him, it was hard for him to resist her and she snatched him away from me on a sunny day.

I could not soothe the pain until one day, while I was driving, I felt like I still had him next to me… and I wondered: why can’t I come to terms with it? The answer is that I would have wanted him forever, that I would have wanted a sign of his presence continually…

And one day the sign arrived! When I got back home, I found a message in my voicemail. It was my neighbour speaking in an excited voice: “Lorella, you have to come… Oscar and Luna… they gave birth to seven puppies!!! One is just like him!”

I rushed to see them and among the puppies that ran and played only one was sitting, staring at me like Oscar did when we first met.

It was the answer to my pain, his little alter ego… but that is another story, 16 years long.